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Secondo appuntamento di Consiglio Regionale

Secondo appuntamento di Consiglio Regionale

Dopo le presentazioni si passa ad un argomento serio: il programma.

È stata anche la prima occasione per ascoltare il neo eletto Presidente. Un intervento pacato nel quale è partito dalla sua esperienza di Sindaco ed ha subito aperto parlando di dialogo.
Vedremo se sarà così, speriamo accada.

Ha poi parlato di autonomia facendo cenno alle deleghe più importanti per arrivare al cosiddetto modello Lombardia. A tutti piace parlar bene della nostra Regione, ma il tono enfatico non aiuta a stare sui problemi veri e seri che dovranno essere affrontati velocemente. Mi riferisco alla sanità: le liste lunghissime d’attesa, i malati cronici e l’organizzazione sul territorio degli ospedali.
Ma anche i trasporti, il consumo del suolo, l’aria che respiriamo.
Ci ha pensato Giorgio Gori ad invitare a maggior concretezza descrivendo la Lombardia che sta faticando, le giuste aspettative dei giovani, il diritto alla salute.

La notizia del 10 aprile, però è stata anche il suo saluto: Giorgio Gori tornerà a fare il Sindaco a Bergamo.
Due le motivazioni: rispettare fino il fondo il mandato ricevuto dai suoi concittadini visto che si trova nelle condizioni per farlo e irrobustire la voce dei Comuni lavorando con Beppe Sala, il Sindaco di Mantova e gli amministratori locali.
Capisco, ma a me dispiace. Certo non lo perderemo, ma il suo contributo in Regione sarebbe stato senz’altro utile.

Dopo di lui Violi per i 5 Stelle con un intervento di posizionamento del suo gruppo.
La minoranza ha fatto la scelta di far parlare solo i candidati alla presidenza per sottolineare il valore condiviso dei loro interventi mentre la maggioranza è intervenuta in massa, abbiamo quindi ascoltato 18 interventi.

Faccio cenno a due questioni.
I colleghi brianzoli hanno puntato molto sul tema istituzionale e particolarmente sul ruolo delle Province. Condivido solo in parte i ragionamenti esposti, ma c’è materia di lavoro.
Ne parleremo questa sera allo SportingClub Monza con tutti gli eletti del territorio.
La seconda è che mi sono appuntato ben quattro interventi sull’attività venatoria… probabilmente dettati dall’ansia di accreditarsi preso quelle associazioni. Non so quanto possa giovare a questo hobby, ma il tema andrebbe affrontato seriamente sulla scorta di contenuti scientifici e senza retorica. Ci sarà modo di parlarne.

Prossima tappa le Commissioni e lì si comincerà a lavorare sui temi concreti.
GP

 

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